Estratto da “Reishi, il fungo dell’immortalità”

Frank-Daniel Schulten

REISHI

Il fungo dell’immortalità

 

Prefazione (Dottor Ivo Bianchi)

I funghi sono importantissimi componenti dell’ecosistema. Sono abbondanti in ogni ambiente naturale e, nutrendosi di sostanze di scarto, spesso di animali e di piante morti, riciclano minerali e molecole organiche, che vengono così rimessi a disposizione degli organismi viventi. Milioni di tonnellate di rifiuti organici sono in tal modo elaborati dai funghi, senza la cui attività la vita sulla Terra non sarebbe possibile.

Anche se esistono molte malattie vegetali, animali e umane riconducibili ai funghi, tuttavia essi sono estremamente utili all’uomo. Sono funghi ad esempio i lieviti usati nella produzione di vini, formaggi e pane. Grazie ai funghi abbiamo ottenuto antibiotici e fondamentali chemioterapici. Ma essi sono anche noti da sempre all’uomo per la loro importanza alimentare e per il loro potere terapeutico, oltre che divinatorio.

Tra tutti i funghi usati in medicina, soprattutto in quella orientale, quello più noto, ma anche il più interessante dal punto di vista farmacologico e scientifico, è senza dubbio il Reishi o Mannentake o Ling-Zhi o Ganoderma Lucidum.

Il primo utilizzo documentato del Reishi risale a oltre 4.000 anni fa e da sempre nella cultura cinese e giapponese viene associato con la regalità, la salute, il recupero, il potere sessuale e la longevità.

La Medicina Tradizionale Cinese considera il Reishi uno dei rimedi di livello più alto dal punto di vista curativo, sia per il corpo che per la mente. Nel più antico erbario della Cina, il Shen Nung Pen T’sao Ching, questo fungo è considerato il principale caposaldo della Medicina stessa, un’erba di categoria superiore: “Se vuoi stare bene o rinforzare il tuo organismo, se vuoi vivere a lungo senza invecchiare mai, usa questo medicamento!”. In questo antico trattato si afferma anche che le erbe di categoria superiore possono essere assunte nella quantità desiderata e senza limiti. E nessun effetto collaterale è infatti mai stato osservato o documentato in seguito all’utilizzo di questo fungo.

Il Reishi ha un’aura di fungo miracoloso anche tra i Giapponesi, dove viene chiamato sedile delle scimmie, a causa della sua struttura rigida e legnosa.

La leggenda vuole che fosse parte dell’esigua dieta del mitico Sennin, il Saggio delle Foreste, che viveva da eremita nei boschi ed era noto per la lunghissima vita e per la straordinaria resistenza. Questo rimedio, contrariamente ad altri funghi medicinali, non è considerato commestibile per il sapore amaro e la consistenza legnosa ed è quindi solitamente utilizzato nella medicina popolare sotto forma di tisana.

Per millenni è stato acclamato come “erba divina”, “erba della potenza spirituale”, “fungo miracoloso”, “fungo dell’immortalità” o “elisir di lunga vita” ed è stato venerato come erba celestiale dalle proprietà eccezionali.

Oltre all’azione sul fisico, gli è stata attribuita anche un’azione dal punto di vista psico-emozionale: di esso si dice che “calma la mente” e per questo viene prescritto con successo nei casi di ansia, nervosismo, insonnia. Esso agisce sul sistema nervoso in maniera molto profonda, al punto che molti ritengono che favorisca la meditazione, per il suo equilibrio di Yin e Yang che permette il ripristinarsi di una situazione di armonia tra corpo e spirito.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese la guarigione va ricercata nella regolazione del ritmo dell’organismo e a tal fine è necessario armonizzare “Qi, Sangue e Fluidi”, che sono la fonte della nostra stessa energia vitale. Il ripristino di un corretto equilibrio ha come risultato il recupero della salute, attraverso un processo di naturale autoguarigione.

Orientandosi alla conservazione della salute tramite la prevenzione e il mantenimento del benessere globale piuttosto che attraverso il trattamento del sintomo o della malattia già conclamata, indice di uno squilibrio già avvenuto, la medicina orientale antica ha sempre focalizzato l’attenzione sul concetto di “tonico”, intendendo con questo termine un alimento naturale che rinforza e riequilibra l’organismo a livello dei suoi processi metabolici e di difesa. Il Reishi è considerato il tonico per eccellenza.

Le condizioni ambientali in cui oggi viviamo sono caratterizzate da numerosi agenti stressogeni, tra cui la polluzione dell’aria e dell’acqua, l’inquinamento elettromagnetico sempre più diffuso, gli alimenti trattati chimicamente e poveri di valore nutrizionale, i ritmi di vita sempre più veloci, la riduzione dello spessore dello strato di ozono e molti nuovi agenti infettivi che sfidano il nostro sistema immunitario. In questo contesto, alimenti naturali in grado di rinforzare il nostro sistema di difesa e la risposta agli agenti stressogeni diventano una salvaguardia per la nostra salute e, se opportunamente utilizzati, possono costituire un importante sistema di prevenzione.

Ippocrate, il padre della Medicina, affermava: “Lascia che il cibo sia la tua medicina”. Il Reishi può essere definito un supercibo o, secondo la denominazione più recente, un nutraceutico con spiccata funzione adattogena, che, grazie alle sue molteplici proprietà terapeutiche, assurge al ruolo di vera e propria medicina.

Al Ganoderma lucidum sono state attribuite moltissime proprietà terapeutiche: immonomodulanti, antitumorali, adattogene, antiallergiche, antiipertensive, antinfiammatorie, antimicrobiche, antidiabetiche, antiaggreganti piastriniche, ipocolesterolemizzanti, ipoglicemizzanti, antiossidanti, analgesiche, cardiotoniche ed epatoprotettive, solo per citarne alcune.

Oggi la ricerca scientifica ha permesso di isolare in questo fungo innumerevoli composti bioattivi, che spiegano dal punto di vista biochimico molte di tali proprietà. Fra questi vi sono i beta-glucani, i polisaccaridi e le glicoproteine con attività immunomodulante e antitumorale, i triterpeni e i metaboliti secondari con attività tra le più svariate (ipocolesterolemizzanti, antistaminiche, antiaggreganti, etc.), le vitamine A ed E, nonché le vitamine del gruppo B e molti minerali, tra cui il Germanio, che conferisce al Reishi proprietà ossigenanti tissutali e ne spiega le proprietà benefiche nei confronti dei disturbi dell’altitudine.

Su questo fungo tradizionalmente ritenuto miracoloso sono stati effettuati numerosi e rigorosi studi scientifici, sia in vitro che su modelli animali e in vivo.

Non è certo corretto definirlo la panacea di tutti i mali, ma i dati sulle sue proprietà terapeutiche sono accuratamente documentati da centinaia di lavori scientifici e negli ultimi trent’anni moltissime ricerche condotte in Cina, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito hanno dimostrato che l’utilizzo costante del Reishi è di aiuto concreto nel trattamento di molte patologie: dall’asma all’herpes zoster, dall’ipercolesterolemia all’ipertensione, dal cancro alle malattie cardiovascolari.

Anche se molto è stato fatto da parte della medicina occidentale convenzionale per comprendere le proprietà terapeutiche di questo fungo, il ruolo vero e profondo di questa sostanza nel mantenimento di un buono stato di salute può essere coerentemente compreso solo se valutato alla luce della Medicina Tradizionale Cinese. La medicina ufficiale, alla ricerca di farmaci per i sintomi, considera separatamente l’azione dei singoli composti bioattivi isolati dal fungo. In tal modo sono stati anche ottenuti dati scientifici e risultati clinici interessanti, come già detto, ma è apparso chiaro che nessun composto singolo estratto dal Reishi è in grado di riprodurre risultati paragonabili all’assunzione del Reishi intero prescritto in maniera corretta, in base alla totalità dei sintomi del paziente.

Reishi, il fungo dell’immortalità è un testo importante, innovativo e utile, perché l’autore enfatizza e rende fruibili le osservazioni millenarie della Medicina Orientale, quelle che hanno portato ad attribuire a questo fungo le molteplici proprietà che lo caratterizzano. Schulten, senza dimenticare di sottolineare la fondamentale importanza della prevenzione naturale e del corretto stile di vita, evidenzia che il Reishi può essere considerato uno dei rimedi più efficaci al fine di aiutare l’organismo a mantenere uno stato di equilibrio funzionale ad una soddisfacente condizione di salute psicofisica, oltre che a ripristinare l’equilibrio perduto in presenza di una malattia.

Libro sotto alcuni aspetti divulgativo e semplice, permette tuttavia di far conoscere anche in Italia il Reishi al vasto pubblico di coloro che cercano un approccio ragionato, naturale e globale alla propria salute fisica e al proprio equilibrio psico-spirituale.

Dott. Ivo Bianchi

(Medico Chirurgo – Specialista in Medicina Interna)

(Presidente dell’International Micotherapy Institute)

 

 Il Ling-Zhi, un fungo misterioso dagli effetti straordinari

 Tatsuo è guarito

Il giapponese Tatsuo Kanaki di Chiba era afflitto, da più di dieci anni, da un’ulcera duodenale che gli procurava grandi dolori. In breve tempo le sue condizioni erano peggiorate tanto da non consentirgli di poter riposare durante la notte.

Gli amici gli consigliarono di sottoporsi a una cura a base di un’antica erba di origine asiatica, il leggendario Ling-Zhi. Kanaki aveva già sperimentato altri rimedi dai quali però non aveva tratto giovamento: era in grado solo di mangiare e i dolori incessanti lo stremavano nel corpo e nello spirito.

Kanaki era molto scettico riguardo all’uso del fungo. Dalle cartelle cliniche il suo stato risultava piuttosto critico. Poiché il Ling-Zhi non aveva effetti collaterali negativi e visto che già in altri disturbi si era rivelato efficace, decise di assumerlo. In seguito riferì: “Dopo una sola settimana, i dolori cessarono e riacquistai l’appetito. Mi sentivo meglio. Dopo cinque settimane dalla prima assunzione […], mi sembrava impossibile aver sofferto così tanto tempo!”.

Una volta guarito raccontò: “Dopo l’ultima gastroscopia, il medico mi disse: “Dall’anno scorso l’ho visitata più volte e solo ora posso dire che lei stia bene. Se la sua gastroscopia di oggi venisse esaminata, nessuno sarebbe in grado di affermare che lei ha sofferto di ulcera!”.

Le proprietà benefiche eccezionali del Ling-Zhi

Quale pianta misteriosa possiede un potere curativo così straordinario? Kanaki ha assunto uno dei più antichi rimedi terapeutici orientali, efficace non solo per le ulcere intestinali. Il Ling-Zhi, infatti, viene impiegato, già da millenni, per curare molti disturbi, tra cui i seguenti:

  • Acne
  • Allergie
  • Disturbi legati all’età
  • Angina pectoris
  • Stati di panico e depressioni
  • Afrodisiaco per uomo e donna
  • Artrite
  • Asma
  • Pancreatiti
  • Ipertensione arteriosa
  • Bronchite cronica
  • Chemioterapia e radioterapia (allevia gli effetti secondari indesiderati)
  • Diabete
  • Fragilità articolare
  • Infarto (lo previene)
  • Dolori lungo i vasi coronarici
  • Disturbi del ritmo cardiaco
  • Cancro e altre malattie tumorali (in via preventiva e abbinato a terapie mediche)
  • Epatiti e ipertrofia del fegato
  • Enfisemi polmonari
  • Ulcere gastriche e duodenali
  • Convalescenza
  • Reumatismi e altre infiammazioni articolari
  • Insonnia
  • Trombosi (le previene)
  • Disturbi del climaterio
  • Ferite e piaghe

Il Ling-Zhi ha quindi proprietà:

  • Stimolanti
  • Depuranti
  • Cardiotoniche
  • Rinforzanti del sistema immunitario
  • Ricostituenti
  • Tonificanti

 

Finalmente il Ling-Zhi è diventato disponibile in grandi quantità

A prima vista, tutte queste informazioni possono sembrare paradossali e incredibili. Come vedremo, però, gli effetti sopra riportati non sono stati riscontrati solo dalla Medicina cinese classica, ma avallati da centinaia di studi scientifici intrapresi negli anni Settanta. Il Ling-Zhi si è dimostrato valido nei campi d’impiego sopra citati, sia come medicinale sia come rimedio preventivo in presenza di contesti problematici.

Fino a qualche anno fa il fungo era disponibile in minime quantità e questo spiega perché non sia ancora noto a tutti. Solo negli ultimi anni in Giappone e in Cina si è cominciato a coltivarlo su larga scala.

In Cina il Ling-Zhi è il rimedio numero uno contro l’indebolimento del sistema immunitario.

È stato dimostrato che le sostanze contenute nel Ling-Zhi agiscono direttamente sul sistema immunitario, rafforzandone le difese e rendendolo più forte contro gli attacchi esterni. Secondo le ricerche più recenti, il Ling-Zhi è il rimedio naturale più efficace contro l’indebolimento del sistema immunitario.

Questo stato di cose può spiegare molti degli effetti che, per tradizione, sono attribuiti al fungo: ha azione curativa sulla guarigione delle ferite, è efficace come disintossicante e viene impiegato anche nella cura del cancro. Il sistema immunitario è il dispositivo centrale di regolazione, che sovrintende al buon funzionamento dell’organismo. Rafforzandolo, si attivano le forze di autoguarigione e quindi si potenziano i processi fisici.

Assunto quotidianamente, il fungo è un eccellente rimedio preventivo nella cura dei disturbi sopra citati.

 

Il Ling-Zhi è un ottimo integratore alimentare

Sulla base della massima cinese: “Prevenire la malattia è il primo obiettivo della medicina”, si consiglia di usare quotidianamente il Ling-Zhi come integratore. In questo modo il sistema immunitario si rinforza a lungo termine e si prevengono così malattie e infezioni. Kosai Matsumoto, un moderno autore giapponese, ha pubblicato un libro sull’argomento, illustrando alcuni effetti riscontrati con la regolare assunzione del fungo.

La pelle ha un colorito più sano e ritorna l’appetito. La minzione si normalizza. L’assunzione del fungo può produrre all’inizio e in casi rari un leggero effetto lassativo, che sparisce in breve tempo: segno che il corpo inizia a espellere le tossine accumulate nell’intestino. Assumendo regolarmente il Ling-Zhi, si ripristina l’equilibrio tra la funzione di espulsione e gli altri processi organici. […] Uno spirito sano è conseguenza anche di un corpo sano. Molti pazienti riferiscono anche una maggiore libido.

Molti di coloro che lo assumono regolarmente, affermano di essere meno soggetti a malattie da raffreddamento e di godere di un generale stato di benessere: si sentono bene “nella loro pelle”. Persino le malattie infettive vengono debellate più velocemente. Chi usa farmaci con evidenti effetti collaterali, li sopporta meglio, se assume anche il Ling-Zhi.

Acquistare il Ling-Zhi

Poiché tutto il Ling-Zhi in commercio è coltivato in particolari aziende agricole, non c’è rischio di contaminazione da metalli pesanti o da radiazioni. Le fonti di approvvigionamento sono riportate in appendice. Per evitare malintesi, è bene sapere che il Ling-Zhi non ha proprietà psichedeliche o simili.

 

Il Ling-Zhi nella Medicina Naturale Cinese

Prima di prendere in considerazione le moderne ricerche sul Ling-Zhi, è bene conoscere il suo ruolo nella medicina cinese.

Nei testi classici della medicina orientale si parla di centoventi piante terapeutiche particolarmente efficaci. Di queste erbe curative, tra le quali si annovera anche il famoso Ginseng, esistono notizie anche nel più antico erbario della Cina, il Shen Nung Pen T’sao Ching:

“Alla categoria superiore appartengono centoventi tipologie di medicamenti il cui compito è quello di governare come re. Preservano la natura umana e sono simili al cielo. Non sono pericolose indipendentemente dalla durata e dalla quantità del dosaggio. Se vuoi stare bene o rinforzare il tuo fisico, se vuoi vivere a lungo senza invecchiare mai, usa questo medicamento!”.

Anche l’erbario giapponese Shinnoh Honsohkyo, che riporta alla memoria un passato molto remoto, riferisce un’analoga classificazione. Elenca il nome di trecentosessantacinque erbe e i relativi effetti: centoventi piante vengono definite “di categoria superiore”, centoventi “di categoria media” e centoventicinque “accettabili”. Le ultime due tipologie sono impiegate per guarire determinate malattie e come ricostituenti. Per il dosaggio è bene seguire la prescrizione medica onde evitare la comparsa di effetti collaterali indesiderati. Le “erbe di categoria superiore”, invece, possono essere assunte nella quantità desiderata e senza limiti: lo Shinnoh Honsohkyo le definisce “erbe degli dei” oppure “medicamenti dei mitici stregoni”.

Il Ling-Zhi è ancora più efficace del Ginseng

Al primissimo posto tra le “erbe degli dei”, ancora prima del Ginseng, c’è un fungo, considerato il più efficace tra tutte le droghe curative. Esso appartiene alla famiglia delle Polyporaceae, in cinese tradotto con Ling-Zhi, cioè “fungo divino dell’immortalità” o semplicemente “fungo miracoloso”.

Il fungo divino dell’immortalità

Nella scrittura cinese il segno Ling è composto dai simboli “pioggia, “uomo saggio” e “pregare”. Una possibile interpretazione dell’insieme potrebbe essere: “potenza spirituale” o “estasi dell’anima”.

Zhi, invece, significa “pianta”, “cibo dell’imperatore” o “fungo che cresce sugli alberi”. Questo simbolo è usato anche per indicare le sostanze utilizzate nella produzione di elisir di lunga vita. Solo a partire dall’XI secolo il termine Ling venne associato a Zhi: la definizione “fungo dei saggi” o “fungo dell’immortalità” si afferma piano piano e anche la gente comune sa che gli eremiti taoisti venerano questa pianta. La prova ci è fornita anche da una frase di un antico erbario:

“Chi lo (il Ling-Zhi) assume per un tempo prolungato, godrà di una salute eccezionale e della longevità di un dio”.

Il nome scientifico del fungo è Ganoderma Lucidum. In Giappone è noto come “Reishi”. Talvolta viene definito anche “fungo fantasma”, perché è talmente raro che solo pochi lo hanno visto. In Giappone cresce spontaneo su susini centenari ed è pertanto molto difficile trovarlo casualmente.

 

Gli studi scientifici sul Ling-Zhi

Forma e colore del fungo

Il Ling-Zhi ha un aspetto così singolare che molti, quando lo vedono, dubitano possa essere un fungo che cresce spontaneo: la sua superficie, infatti, sembra lucidata. Quando è fresco, il fungo, il cui cappello ha un diametro di circa cinque-quindici centimetri, ha una consistenza coriacea. Non appena si secca, però,cambia e assomiglia molto di più al sughero o a un legno tenero.

Quando si asciuga, si palesa anche un’altra sua caratteristica: non raggrinzisce e mantiene la sua forma originaria. Seccandosi, inoltre, non marcisce. Proprio per questa sua durevolezza e tenacia, in Giappone è chiamato anche “Mannentake”, che all’incirca significa “fungo millenario, fungo eterno”.

Di norma il Ling-Zhi ha la forma di un rene. A seconda, poi, dei fattori che ne influenzano la crescita, questa pianta assume forme diverse. Quella forse più singolare e anche più rara, presente in natura, assomiglia alle corna di cervo e si manifesta quando il fungo cresce al buio. In Giappone questo esemplare si chiama “Rokkakushi, vale a dire “fungo a forma di corna”. Si tratta di caratteristiche significative dal punto di vista medico, da considerare con grande attenzione.

Finalmente il Ling-Zhi può essere anche coltivato

Di fronte al fatto che la probabilità di trovare un fungo simile, indipendentemente dalla forma o dal colore, è estremamente bassa, non era possibile, fino a poco tempo fa, studiarne scientificamente gli effetti. Chi era così fortunato da scovare uno di questi esemplari, lo custodiva come un tesoro e lo usava solo quando un membro della famiglia si ammalava o stava per morire.

La situazione è cambiata solo qualche decennio fa. Dopo che per secoli tutti i tentativi di coltivare e commercializzare il Ling-Zhi sono falliti, il giapponese Shigeaki Mori ha individuato un metodo di coltivazione su larga scala. Non per niente, Mori era un coltivatore di susini e a lui si rivolgevano spesso i malati di cancro per avere il Ling-Zhi. Si dovette attendere, però, più di quindici anni prima di trovare il giusto metodo di coltivazione che attecchisse rapidamente nei Paesi asiatici e che a tutt’oggi, però, deve essere ulteriormente perfezionato.

Chi conosce la medicina tradizionale cinese sa che, anche in presenza di casi clinici particolarmente difficili, è ritenuto valido ciò che si trova scritto negli antichi erbari. A differenza della medicina occidentale, la classica medicina orientale chiama in causa una tradizione che dura da millenni. In questo arco di tempo i suoi metodi sono stati testati su milioni di persone, ottenendo risultati così lusinghieri da sconvolgere persino i guru della medicina moderna.

“La Medicina naturale cinese non ha mai conosciuto crisi e non è mai caduta nell’oblio, come è capitato ai metodi curativi sperimentati da Babilonesi, Egiziani, Greci e Indiani. Essa ha costituito per millenni una componente viva e in evoluzione della civiltà del Paese. Poiché i Cinesi possiedono una particolare predisposizione pratica, essi traggono vantaggio da quello di cui dispongono. Il regno vegetale è una delle loro ricchezze e hanno sempre saputo servirsene. Nessun altro popolo possiede un così ricco patrimonio di fonti scritte sull’impiego curativo delle erbe, preziose anche per la preparazione dei farmaci moderni”.

Come il Ginseng, anche il Ling-Zhi è stato studiato accuratamente

Nei confronti di rimedi come il Ling-Zhi o il Ginseng, noti ormai a tutti, si può oggi a buon diritto nutrire fiducia. Nella Medicina tradizionale cinese l’uso delle erbe è da sempre oggetto di studio perché, alla fin fine, queste vengono utilizzate da un quarto della popolazione mondiale. Rispetto a quanto accade in Occidente, dove si eseguono esperimenti sugli animali, l’efficacia dei tradizionali medicamenti cinesi, come il Ling-Zhi, viene testata ormai da decenni direttamente sugli uomini.

Allo stesso modo, anche gli esperimenti più recenti sul Ling-Zhi sono stati compiuti oltre che sugli animali, anche sugli uomini confermando quel che la tradizione attribuiva al fungo. Nelle pagine seguenti non prendiamo in considerazione i dati relativi agli esperimenti sugli animali, dal momento che, per ovvi motivi morali e di metodo, li disapproviamo fortemente: esistono sufficienti dati scientifici relativi a persone sane e malate, idonei a provare inequivocabilmente l’efficacia del Ling-Zhi. Partendo da questi presupposti, il libro presenta alcune delle analisi più significative: se ci fosse un’opera che contemplasse tutti i test realizzati su animali e su esseri umani dovrebbe essere suddivisa in più tomi, tanto è vasta la letteratura esistente.

Si tenga presente che non è stata riscontrata tossicità del Ling-Zhi negli esperimenti effettuati sugli animali, anche quando la somministrazione si è prolungata nel tempo. Per questo motivo, anche il Ministero della Sanità giapponese e quello americano hanno dichiarato il fungo “non pericoloso”.

Solo questo risultato può accrescere la fiducia nel sapere dei medici che impiegano le erbe. Come già ampiamente illustrato, essi hanno sempre affermato che la somministrazione di “erbe degli dei” può avvenire a qualsiasi dosaggio, senza effetti collaterali. La rispondenza tra la ricerca moderna e i dati ottenuti dalla medicina tradizionale non va però oltre, come vedremo nelle pagine seguenti.

Il Ling-Zhi, un rimedio miracoloso?

Anzitutto c’è da fare una premessa. Con puntuale regolarità i media hanno sempre fornito dei resoconti sull’esistenza di “rimedi miracolosi”, di sostanze in grado di curare ogni malattia e di rallentare il processo d’invecchiamento fisico.

Lo stesso vale per molte “mode”, fatti o persone: dopo essere stati al culmine della popolarità, sono stati velocemente dimenticati, quando le speranze in loro riposte si sono dimostrate vane. I media coniano velocemente modi di dire, come “rimedio miracoloso” o “fonte di eterna giovinezza” trattando, però, queste promesse con un giusto scetticismo, soprattutto se si parla di vittoria sul cancro o di eterna giovinezza.

Simili fenomeni non rappresentano l’eccezione del nostro tempo. Già gli imperatori dell’antica Cina e gli alchimisti del periodo barocco ricercavano una panacea, un rimedio efficace contro tutte le malattie, che allungasse la vita. Questo libro non vuole dichiaratamente alimentare questa utopia: si tratta solo di un doveroso omaggio a un’efficace erba curativa. Sarebbe erroneo affermare che questa sia in grado di alleviare tutti i malanni. Con una premessa simile non le si renderebbe giustizia, poiché otterremmo esattamente l’effetto contrario: se queste dovessero essere le premesse, verrebbe trascurata l’attenzione sui risultati rigorosamente documentati ottenuti sul fungo. Quel che è certo è che il Ling-Zhi non è una moda passeggera, ma uno dei rimedi terapeutici  più antichi di cui l’uomo disponga.

Il Ling-Zhi, un tesoro dalla farmacia della natura

Negli anni scorsi sono state riscoperte molte piante curative: l’olio dell’albero del tè e la cominella hanno conquistato di diritto un posto nella medicina naturale. Il patrimonio “farmaceutico” dei vari popoli nasconde tuttavia ancora tanti tesori che aspettano di essere scovati. Il Ling-Zhi è uno di questi e merita senza dubbio maggior considerazione. Non è sempre possibile, però, fare a meno dei tanti dati scientifici più razionali: se si vuole prendere sul serio la medicina naturale e non si vuole cadere nel ridicolo, occorre prendere in esame anche le statistiche più recenti.

 

I componenti del Ling-Zhi

 È un eccellente adattogeno

Ciò che la scienza moderna descrive in modo relativamente complicato non è niente più che una sintesi aggiornata i quanto i medici cinesi, già millenni fa, avevano convalidato e osservato tra gli effetti terapeutici del Ling-Zhi.

Sorprende sapere che molte piante alle quali si attribuisce effetto adattogeno, come il Ginseng, siano ricche di sostanze chimiche, come gli steroidi (strettamente connessi con ormoni propri dell’organismo) e i triterpeni. Anche il Ling-Zhi contiene in grande quantità questi principi, responsabili, tra l’altro, del suo gusto amaro. Finora vi sono stati rintracciati più di cento triterpeni: solo pochi di questi sono stati isolati ed esaminati scientificamente per testarne l’efficacia.

Acidi ganodermici A, B, C-2, D: inibiscono la produzione di istamina.

Acidi ganodermici R, S: epatoprotettori.

Acidi ganodermici B, D, F, K, S: riducono l’ipertensione arteriosa perché inibiscono il cosiddetto Angiotensin Converting Enzyme (ACE), che a un primo stadio produce l’ormone angiotensina che alza la pressione arteriosa.

Ganodermadiol: riduce l’ipertensione arteriosa inibendo l’ACE (vedi sopra).

Acido ganodermico Mf: inibisce la sintesi di colesterina.

Acido ganodermico T-O: inibisce la sintesi di colesterina.

Acidi ganodermico B: inibisce la sintesi di colesterina.

La relazione armoniosa tra le diverse sostanze presenti nel Ling-Zhi

Non conosciamo ancora tutti i triterpeni contenuti nel Ling-Zhi, ma sappiamo che hanno effetti molto particolari sull’organismo. Come nel Ginseng esiste tra le sostanze una relazione armoniosa che ha un effetto sinergico sul potere di autoguarigione dell’organismo. Il sistema immunitario è una delle basi da cui partire per spiegare l’azione del Ling-Zhi

Gli adattogeni, sostanze dall’azione normalizzante

La definizione “adattogeno” venne coniata dai professori Brekhman, Petkov e Schole per definire il fattore che non provoca disordini, se non minimi, nelle funzioni fisiologiche dell’organismo, dotato di azione normalizzante aspecifica e indipendente dalla tipologia dello stato patologico. A. M. Kirchdorfer riassume come segue l’effetto di queste sostanze: “L’influsso biochimico diretto sui processi metabolici cellulari avviene ai sensi di un maggiore adattamento dell’organismo allo sforzo. Gli adattogeni sono ben definiti dai cosiddetti stimoli aspecifici, perché gli stimoli aspecifici avviano una serie biologica di trasformazioni che possono intervenire nel meccanismo di adattamento solo su prodotti del metabolismo di secondo e terzo ordine”.

Nonostante l’elevato potere biochimico, l’influenza biologica di processi metabolici nelle cellule organiche presenta effetti nocivi del tutto marginali (basso livello di tossicità). Proprio per questo motivo queste sostanze si differenziano dai rimedi terapeutici tradizionali. Esistono ancora resistenze da parte di molti farmacologi o rappresentanti della cosiddetta medicina classica, ancorati all’idea tradizionale secondo la quale queste sostanze possono essere efficaci solo se, ad alti dosaggi, hanno una percentuale di tossicità chiara e facilmente identificabile.

La medicazione prolungata nel tempo, e quindi la somministrazione di principi attivi per lunghi periodi o addirittura per tutta la vita, non pregiudica l’effetto o l’impoverimento dei sistemi debilitati.

L’insorgenza di fenomeni allergici è del tutto esclusa.

Secondo i parametri sopra descritti, gli adatto geni sono rimedi all’indisposizione del fisico. È palese ciò che questo significa per una cellula, la quale, invecchiando, tende più facilmente all’indisposizione e all’errore.

Le sostanze efficaci dal punto di vista adattogeno e utili dal punto di vista farmaceutico sono valutabili secondo sistemi tradizionali e permettono di individuare, a determinate condizioni, una relazione dosaggio-effetto mediante l’inibizione, per esempio, di sistemi enzimatici nel bagaglio cellulare e nella cellula vivente dell’organismo.

 

Il Ling-Zhi rinforza il sistema immunitario

Per il suo effetto normalizzante sul sistema immunitario, il Ling-Zhi viene impiegato come terapia addizionale nei pazienti affetti da AIDS e dalla cosiddetta “Sindrome di Epstein-Barr”, che si manifesta, per causa non del tutto chiare, prevalentemente nelle donne che occupano posizioni di rilievo. Anche se sane, esse lamentano improvvisamente una grande stanchezza che può perfino impedire loro lo svolgimento di normali lavori quotidiani e generare esaurimenti molto gravi. È noto che questa malattia è spesso associata a un forte indebolimento del sistema immunitario. Anche se il Ling-Zhi non è in grado di curarla completamente ha il potere di apportare comunque benefici su quasi tutte le pazienti che vengono sottoposte al trattamento: l’appetito ritorna e il numero dei linfociti nel sangue aumenta. I farmaci vengono tollerati meglio e la qualità della vita migliora. Per questo motivo il Ling-Zhi è prescritto anche ai pazienti affetti da AIDS e da altre malattie immunodeficitarie: per esempio, il dottore Andrei Weil è noto per le sue pubblicazioni al riguardo.

Fu-Zeng, un’efficace immunoterapia

In questo campo la ricerca moderna concorda inequivocabilmente con gli ambiti di impiego cinesi tradizionali del fungo curativo. Nei Paesi asiatici il Ling-Zhi costituisce già da qualche tempo una componente fondamentale del Trattamento Fu-Zeng, da sempre considerato trait d’union con l’immunoterapia occidentale. Assieme al Ling-Zhi vengono somministrate ai pazienti determinate erbe (Astragalo, Ginseng, Levistico, ecc.), che ne aumentano gli effetti benefici. In questa terapia il Ling-Zhi risulta la più efficace tra tutte le piante utilizzate.

Inoltre, le erbe Fu-Zeng riescono a normalizzare il cosiddetto “flusso Qi” nell’organismo. Nella filosofia cinese il Qi è la “forza vitale universale”, la cui attività regolare costituisce una delle premesse per il buon funzionamento del fisico.

Le erbe Fu-Zeng vengono, inoltre, utilizzate negli ospedali cinesi per alleviare gli effetti collaterali di interventi chirurgici, radiazioni e chemioterapia, tipici dei trattamenti della medicina occidentale.

I meccanismi secondo i quali le sostanze contenute nel Ling-Zhi influenzano positivamente il sistema immunitario sembrano essere molto diversi tra loro. È ormai assodato, comunque, che il fungo contribuisce a contrastare virus e batteri.

 

Risultati sconcertanti degli studi sul Ling-Zhi

Stimola l’interferone

Diverse ricerche, tra cui quelle condotte presso l’Istituto per la Microbiologia e Biochimica dell’Università M. Curie Sklodowska, hanno dimostrato che la somministrazione di Ling-Zhi stimola la produzione di interferone da parte dell’organismo. L’interferone è un prodotto del metabolismo cellulare, che può bloccare la proliferazione di virus.

Agisce da antivirale e antibatterico

Esperimenti di laboratorio con colture cellulari hanno dimostrato che il Ling-Zhi esplica anche un’azione antivirale. Inoltre, non è efficace solo nella lotta ai virus: da indagini cliniche condotte a Taiwan è risultato che il Ling-Zhi ha risposto positivamente anche in presenza del batterio Escherichia coli, causa di enteriti e infezioni come la setticemia.

In Cina sono stati condotti esperimenti in presenza di:

  • Infezione con Bacillus pneumoniae (responsabile di polmoniti batteriche).
  • Streptococchi (responsabili tra l’altro di scarlattina, meningite, angina, ecc.).
  • Stafilococchi (questi batteri vivono sulla pelle come parassiti normali, se però entrano in contatto con il sangue possono causare infezioni.

Polisaccaride nelle difese immunitarie

Si suppone che l’effetto immunostimolante del fungo non sia attribuibile solo agli steroidi e ai triterpeni, ma anche al suo alto contenuto di polisaccaridi, catene lunghe di molecole di zucchero presenti, per esempio, nella rudbeckia (Echinacea), impiegata come rimedio naturale per rinforzare le difese immunitarie. Nel Ling-Zhi e nei funghi affini sono stati finora individuati i seguenti polisaccaridi (ognuno ha potenzialità diverse specifiche come mostra la tabella qui di seguito riportata).

  • Ganoderano A e B: riduce la glicemia
  • Ganoderano C: riduce la glicemia
  • G-A (Beta-glucano): antinfiammatorio
  • Beta-D-glucani: immunostimolante, antitumorale
  • GL-I: immunostimolante, antitumorale
  • G-Z: immunostimolante, antitumorale
  • G-I-2a: immunostimolante, antitumorale
  • FA, FI, FI-1a: immunostimolante, antitumorale
  • Due glucani non identificati: antitumorali e favoriscono la sintesi delle proteine
  • Beta-D-glucani D-6: rafforza gli acidi nucleici
  • Polisaccaride non ancora identificato: immunostimolante, antitumorale
  • Polisaccaride non ancora identificato: cardiotonico.

Alcuni di questi stimolano la produzione di cellule B e di macrofagi del midollo osseo, globuli del sangue indispensabili alla difesa dell’organismo. Alcuni studi giapponesi hanno inoltre riscontrato che i polisaccaridi del Ling-Zhi aumentano la “memoria” delle cellule T e delle T helper. Le immunoglobuline dell’organismo possono quindi lavorare più facilmente e organizzare una difesa mirata nei confronti degli attacchi batterici.

Antiossidanti, proteggono dal cancro e mantengono giovani

I radicali liberi dell’ossigeno e dell’azoto sono molecole chimiche altamente reattive, la cui azione nociva sulla salute ha suscitato negli ultimi anni un grande interesse scientifico. Queste sostanze sono prodotte dall’organismo, perché la loro formazione viene favorita dalla presenza di elementi quali:

  • Alcol
  • Nicotina
  • Ozono e ossido di azoto nell’aria
  • Metalli pesanti quali mercurio, piombo e cadmio
  • Farmaci
  • Raggi ultravioletti
  • Smog
  • Pesticidi
  • Conservanti negli alimenti
  • Cibi affumicati e salmistrati
  • Composti degli idrocarburi, presenti in molti prodotti chimici

L’elenco assolutamente incompleto dimostra in maniera chiara come sia impossibile sottrarsi completamente all’influsso dei radicali liberi.

Queste circostanze sono pericolose perché, essendo instabili, cercano di creare dei legami per formare una molecola stabile. Esse, infatti, attaccano le molecole delle cellule organiche, intervenendo considerevolmente nel ciclo regolare di un organismo sano e dando luogo a malattie quali cancro, arteriosclerosi, artrite, ecc. La loro influenza sul funzionamento regolare del sistema immunitario è pertanto estremamente dannosa.

Secondo alcune teorie la presenza concentrata di queste molecole nell’organismo accelererebbe il processo di invecchiamento o addirittura ne sarebbe la causa scatenante. Un esubero di radicali liberi può, per esempio, favorire l’avvizzimento della pelle.

Il processo di invecchiamento è così complesso, che sicuramente non è riconducibile a un unico fattore. Il medico e chimico Denham Barman dell’Università del Nebraska ha dimostrato che i danni causati dai radicali liberi sono simili ai cambiamenti biologici che si manifestano nel processo di invecchiamento (per esempio, alterazioni del tessuto connettivo e delle pareti dei vasi sanguigni). L’azione dei radicali liberi favorisce il deposito nelle cellule dell’organismo, della cosiddetta “scoria cellulare” Lipofuscin, la quale impedisce il buon funzionamento delle cellule. Questa sostanza si riproduce in quantità concentrata con l’avanzare dell’età. Il dottor Barman paragona il processo di invecchiamento a una sorta di “ruggine”, che impedisce all’organismo di funzionare bene.

Per scongiurare l’azione nociva dei radicali liberi sono consigliati gli antiossidanti che neutralizzano le molecole instabili prima che danneggino l’organismo. I più noti sono:

  • Beta carotene (una forma primitiva della vitamina A)
  • Vitamina E
  • Vitamina C
  • Zinco
  • Selenio
  • Coloranti vegetali

Il Ling-Zhi è un efficace antiossidante

Nel 1985 sono state condotte delle ricerche sull’argomento presso la Scuola di Medicina Tradizionale Cinese di Bejing. Fino ad allora non era stato possibile individuare i responsabili dell’effetto antiossidante. Ora è certo che le sostanze contenute nel Ling-Zhi attaccano i radicali liberi, riducendo fino al 50% la presenza nel sangue dei due radicali più aggressivi (superossido e idrossido9: si tratta di un risultato molto positivo, difficilmente conseguibile con altri antiossidanti.

Altre ricerche confermano che i contenuti del fungo stimolano la produzione di un aggressore dei radicali proprio dell’organismo: si tratta del superossido dismutase (SOD). Se gli esiti dovessero dare ragione ai fatti, varrebbe la teoria secondo la quale il Ling-Zhi sarebbe la premessa da cui partire per un organismo sano. Gli effetti rinvigorenti che gli vengono attribuiti dalla medicina cinese sono riconducibili, tra l’altro, alla sua capacità di attaccare i radicali liberi e di potenziare le forze di autoguarigione.

Se il Ling-Zhi viene usato quotidianamente come integratore alimentare i suoi effetti antiossidanti e immunostabilizzanti sono duraturi perché contribuisce a neutralizzare alcuni degli stimoli nocivi della vita moderna.

Altre sostanze contenute nel Ling-Zhi

Il Ling-Zhi non contiene solo triterpeni e polisaccaridi, ma anche altre sostanze molto efficaci. Non è da molto, però, che i principi attivi del fungo sono stati analizzati e studiati: il Ling-Zhi è una forza biologica dall’enorme potere terapeutico. Le più importanti sostanze che vi sono contenute sono indicate qui di seguito. Come abbiamo già accennato la lista è tutt’altro che completa.

Ling-Zhi 8 (una proteina). Questa proteina ha un potere normalizzante sul sistema immunitario e svolge un’azione antiallergica.

Ganodosteron (uno steroide). In test clinici questa sostanza ha dimostrato un’azione epatoprotettrice.

Un acido grasso insaturo non ben identificato. Questo acido grasso inibisce la produzione di istamina, causa di molte reazioni allergiche.

S8. Anche questa sostanza inibisce la produzione di istamina e previene pertanto la manifestazione di fenomeni allergici.

Un alcaloide finora sconosciuto. In test clinici questo alcaloide ha dimostrato di avere un forte potere cardiotonico.

Glicoproteine finora sconosciute. Nel corso di studi scientifici queste proteine hanno dimostrato di possedere un potere antitumorale. A tutt’oggi in Giappone e in America sono stati eseguiti esperimenti su cure antitumorali a base di queste sostanze i cui esiti sono estremamente incoraggianti.

Diciotto diversi aminoacidi. L’insieme di questi aminoacidi ha azione antivirale e stimola la produzione di interferone.

Uridina (un nucleoside). È un ricostituente neuromuscolare.

 

Uracile (un nucleoside). È un ricostituente neuromuscolare.

Adenosina (un nucleoside). L’adenosina inibisce la formazione di trombi delle piastrine. Nei test effettuati in Giappone il sangue è stato mescolato all’estratto di Ling-Zhi per testarne gli effetti sulla coagulazione: anche se l’estratto è molto diluito, la formazione di trombi risulta molto ridotta. L’esito dipende molto probabilmente dall’alta percentuale di adenosina contenuta nel fungo. Questo fatto potrebbe essere associabile all’effetto curativo e preventivo del Ling-Zhi nelle malattie cardiocircolatorie e nelle patologie arteriosclerotiche. L’adenosina possiede, inoltre, proprietà analgesiche e antispastiche.

Vitamina B1 (tiamina). Questa vitamina è molto importante per il metabolismo dei carboidrati e ha potere benefico nelle forme psicoasteniche.

Vitamina B2 (riboflavina). Questa vitamina esplica un’azione normalizzante, in particolare in presenza di forte stress, tenendo conto che una carenza può causare depressioni, insonnia e difficoltà di concentrazione.

Vitamina B6 (piridossina). La piridossina stimola la produzione di globuli rossi e normalizza la presenza di calcio e sodio negli umori dell’organismo. Questa vitamina ha influenza positiva sul sistema nervoso e allevia le fatiche e lo stress della vita quotidiana. Affinchè, però, possa agire in modo efficace, deve essere associata alla vitamina B2.

 Vitamina E. Come abbiamo già detto la vitamina E è un antiossidante che aiuta l’organismo a neutralizzare i radicali liberi. Migliora l’approvvigionamento di ossigeno, l’irrorazione sanguigna e stimola la formazione di globuli rossi. Gli studi più recenti hanno dimostrato che dosaggi molto elevati (superiori alle quantità contenute nel Ling-Zhi) prevengono infarti e arteriosclerosi. La vitamina E ha un potere curativo nelle affezioni reumatiche e, negli anni scorsi, ha ottenuto riscontri positivi nella cura della sterilità. Potenzia l’efficacia della muscolatura, anche di quella cardiaca, e l’effetto di molte altre vitamine.

Cumarina. È una sostanza aromatica in grado di inibire la coagulazione troppo rapida e di ridurre il rischio di embolia e trombosi.

Mannitolo. Si tratta di uno zucchero naturale che combatte, tra l’altro, la disidratazione dei tessuti.

Ergosterina. Questa sostanza che è una forma primitiva di vitamina D2 viene sintetizzata dall’organismo. La vitamina D2 regola il metabolismo del calcio e del fosfato. Da alcuni studi scientifici è risultato  le superfici di determinate cellule cancerogene (tumore al seno, alla prostata e all’intestino crasso) possiedono dei recettori per la vitamina D che ne ostacolano la crescita. La vitamina D2 è contenuta anche nell’olio di fegato di merluzzo che una volta si dava ai bambini per curare e prevenire il rachitismo (osteomalacia).

Quindici elementi indicatori diversi. Gli elementi indicatori sono indispensabili al buon funzionamento delle cellule, anche se l’organismo ne abbisogna in quantità minime. Già una piccola carenza potrebbe avere ripercussioni negative sulla salute perché molte di queste sostanze sono importanti come co-fattori di ormoni ed enzimi che, altrimenti, non lavorano in modo corretto. Nel Ling-Zhi è presente una giusta quantità di diversi elementi indicatore.

Il germanio organico. Il germanio è un minerale che, dagli anni Settanta, viene studiato in Giappone e in Inghilterra e probandato come terapia di sostegno nella cura del cancro. Il medico giapponese dottor Asai si è occupato del germanio, pubblicando, poi, gli esiti delle sue ricerche. Egli ha potuto riscontrare  un’evidente azione terapeutica in presenza delle seguenti patologie:

  • Cancro
  • Reumatismi
  • Asma
  • Diabete
  • Osteoporosi
  • Infezioni virali
  • Malattie da mancanza di ossigeno (ipossia).

 

Uno straordinario mix di sostanze efficaci

È interessante osservare come questa lista comprenda molti dei disturbi e delle affezioni per i quali il Ling-Zhi viene già usato nella medicina cinese. Anche se a tutt’oggi mancano delle informazioni più dettagliate a riguardo, non è escluso che il contenuto di germanio del fungo possa avere un’azione addizionale sugli effetti curativi.

Il germanio stabilizza il sistema immunitario, supporta la formazione di cellule killer e dell’interferone, fattore proteico antivirale. Secondo alcuni dati questo minerale funge anche da antiossidante e approvvigiona di ossigeno le cellule. Come il selenio, anche il germanio aiuta il fisico a neutralizzare e a espellere i metalli pesanti e altre sostanze tossiche.

Per il corpo umano risulta ottimale l’utilizzo di germanio organico così come contenuto nelle piante. Tra queste le “erbe di lunga vita” come il Ginseng e l’Aglio, ma anche l’Aloe e la Scorzonera. Il germanio organico presente nel Ling-Zhi si è confermato addirittura quattro volte più potente di quello che si trova nel Ginseng.

Molti produttori americani di integratori alimentari offrono al mercato germanio organico a caro prezzo. Un sovradosaggio potrebbe danneggiare seriamente i reni, ma ciò non vale per il Ling-Zhi, dal momento che il germanio organico è presente in forma facilmente assimilabile e nella concentrazione dall’azione curativa sopra descritta.

Ognuno dei principi attivi del Ling-Zhi (i polisaccaridi, i triterpeni, le vitamine, le proteine, gli steroidi, ecc.) ha potere terapeutico nei più diversi quadri clinici. L’eccezionalità del fungo è data dal fatto che gli indiscussi esiti positivi sono prodotti dall’azione sinergica dei suoi componenti su più fronti: l’insieme è infatti molto di più della somma delle singole parti.

Il famoso alchimista francese Fulcanelli all’inizio del Ventesimo secolo fornisce un esempio pertinente a riguardo: “Date ai chimici vino e ne riceverete tannino, alcol e acqua in pari quantità. Cosa manca? Il gusto, ciò che fa il vino, quindi tutto! poiché avete ottenuto dal vino le tre sostanze, signori miei, vi dico: ‘Il vino è costituito da questi tre elementi. Ecco gli elementi, fatene del vino, se ci riuscite’; ovvero: ‘Sono tre le sostanze che avete ricavato dal vino, ma niente di più’”.

Anche se nel frattempo i metodi di analisi moderni hanno individuato altri componenti del vino, l’argomentazione non ha perso nulla della sua validità.

Questa verità è assai antica, ma la scienza moderna ha difficoltà a metterla in pratica. L’unico obiettivo nella produzione di farmaci non deve essere l’isolamento dei principi attivi. Il corpo umano è un quadro complesso le cui funzioni non possono essere adeguatamente ed esaurientemente comprese nell’ambito di una visione puramente meccanicistica. Lo stesso vale per l’insorgenza e per il trattamento delle malattie.

Alla lunga molti dei prodotti farmaceutici costituiti da sostanze pure isolate si sono rivelati dannosi, anche se estratti da piante: l’eroina, che una volta veniva prescritta contro l’asma, ne è l’esempio estremo. Anche nella nostra alimentazione i prodotti raffinati come la farina bianca o lo zucchero giocano un ruolo fondamentale, con tutto ciò che ne consegue…

Il Ling-Zhi presenta una quantità estremamente bilanciata di sostanze che si completano in modo ideale. Si tratta di un rimedio curativo e di un medicamento preventivo idoneo al complesso funzionamento dell’organismo umano. Per questo il fungo ha un forte effetto terapeutico.

 

Il Ling-Zhi, un rimedio contro molti disturbi

Finora abbiamo presentato gli effetti generali preventivi del Ling-Zhi e osservato più da vicino la sua azione normalizzante sul sistema immunitario.

Ora vogliamo dedicarci alla sua efficacia terapeutica su malattie già esistenti. Ciò vale anche per problemi complessi di cui parleremo, perché il Ling-Zhi è risultato idoneo anche nell’ostacolare l’insorgere di disturbi come le diverse forme allergiche, che hanno assunto ultimamente proporzioni allarmanti.

 

Con successo contro le allergie

 I quattro tipi di allergie

 Tipologia I. Questa forma allergica prende anche il nome di “forma immediata”, perché le reazioni allergiche compaiono subito dopo il contatto con la sostanza che le scatena. Gli effetti allergici sono causati da determinate proteine presenti nel sangue. Molte allergie rientrano in questa tipologia, per esempio il raffreddore da fieno, il prurito congiuntivale o l’asma.

Tipologia II. Questa tipologia comprende, tra le altre, le allergie causate da farmaci.

Tipologia III. Anche questa tipologia riguarda particolari ipersensibilità verso farmaci. Si manifesta per eccedenza di anticorpi di sostanze estranee che causano disturbi.

Tipologia IV. Questa forma allergica viene definita anche “forma tardiva”, perché la reazione compare solo lungo tempo dopo il contatto con la sostanza che la scatena. Gli eczemi, per esempio, esplodono un po’ dopo che la pelle è entrata in contatto con una certa sostanza. Di questa tipologia sono interessate soprattutto le cellule del sangue.

Il sistema immunitario del corpo umano deve essere in grado di distinguere le sostanze estranee all’organismo da quelle invece che ne fanno parte. Deve saper riconoscere gli agenti patogeni o i corpi estranei nocivi. Nei fenomeni allergici, invece, la reazione di difesa oltrepassa l’obiettivo e il corpo risponde agli stimoli inoffensivi con smisurata violenza.

Particolarmente diffuse sono le allergie della tipologia I. Le immunoglobuline provvedono a una produzione concentrata di istamina e di altre sostanze; la situazione può diventare grave e lo dimostrano gli effetti dell’istamina che causa tra l’altro:

  • Contrazione della muscolatura liscia dei bronchi che scatena reazioni asmatiche.
  • Maggiore permeabilità e dilatazione dei vasi sanguigni più piccoli, causa di edemi.
  • Manifestazioni di prurito.
  • Maggiore secrezione di muco bronchiale e nasale, tipico sintomo del raffreddore da fieno.

Queste reazioni sono di norma abbastanza circoscritte. Possono, però, manifestarsi su tutto il corpo, provocando shock anche di proporzioni pericolose se non trattati tempestivamente.

A quanto pare l’azione antiallergica del Ling-Zhi si esplica dopo la produzione di istamina. Alcuni componenti del fungo, infatti, sono in grado di ridurre la quantità in eccesso di questa sostanza. Alla comparsa del fenomeno allergico, il fungo riesce a procurare sollievo.

Effetti benefici evidenti sono stati osservati nelle reazioni allergiche di tipologie I, II, III, IV e, in modo particolare, nelle reazioni allergiche di tipo alimentare. In uno studio del 1985, per esempio, avviato come progetto comune tra le università giapponesi e l’economia, sotto la direzione del dottor Mori Nogami, sono stati accertati importanti effetti curativi in presenza di eczemi da contatto e addirittura di disturbi ai reni, causati da un’eccessiva quantità di proteine nel sangue.

 

Patologie autoimmunitarie

Anche le patologie autoimmunitarie sono state curate con successo con il Ling-Zhi. In questo genere di malattie il sistema immunitario non riconosce le sostanze dell’organismo, le tratta come corpi estranei e le attacca. In questa categoria di patologie rientrano i reumatismi, il morbo di Crohn, e il lupus eritematoso. Quest’ultima è un’affezione molto seria che colpisce non solo la pelle, ma anche gli organi interni e il sistema nervoso e può avere conseguenze gravi.

Responsabili degli effetti immunoregolatori del fungo sono, a quanto pare, gli acidi specifici che vi sono contenuti, ma anche la presenza di un determinato acido grasso insaturo, uno zolfo e una proteina particolare.

C’è da dire ancora che il Ling-Zhi agisce in maniera duplice sul sistema immunitario: laddove questo è troppo debole, aiuta il corpo a combattere le infezioni, rinforzandone le difese; negli individui allergici, invece, il cui sistema immunitario reagisce in modo violento agli stimoli, smorza la reazione eccessiva riportandola a livelli accettabili. Il Ling-Zhi agisce pertanto laddove ci si aspetterebbe l’intervento di un adattogeno.

 

Il Ling-Zhi nella terapia contro il cancro

Il dottor Fukumi Morishige lavora presso il famoso Istituto Linus-Pauling per la Scienza e la Medicina, i cui fondatori sono stati insigniti per ben due volte del premio Nobel. Negli ultimi decenni ha studiato gli effetti terapeutici del Ling-Zhi e ha raccolto le esperienze relative alla prevenzione e al trattamento di malattie cancerogene e di altre patologie tumorali con questo fungo. Egli afferma: “In qualità di chirurgo ho a che fare costantemente con patologie cancerogene. Il segreto per dominare la malattia sta nel riconoscerla tempestivamente. L’ideale è prendere provvedimenti preventivi anche se, purtroppo, non esistono metodi sicuri: alcuni ci provano seguendo una dieta sana e bilanciata, ma non esiste una soluzione perfetta che offra garanzie. Secondo me il miglior mezzo preventivo a tutt’oggi riconosciuto è il Ling-Zhi”.

Sono parole forti, supportate però da importanti ricerche scientifiche.

Il cancro è una delle principali cause di decesso. Solo in Germania sono trecentomila i casi calcolati ogni anno. Secondo alcune stime, un americano su tre corre il rischio di contrarre il cancro una volta nella vita. Queste cifre prendono in considerazione solamente le statistiche: la verità forse è peggiore.

L’effetto preventivo del Ling-Zhi

Il Ling-Zhi agisce su ambiti differenti per esplicare la sua azione contro il cancro. Da un lato alcuni dei polisaccaridi presenti nel fungo hanno effetti diretti antitumorali, dall’altro un sistema immunitario sano e forte è la premessa principale perché le difese possano riconoscere le cellule cancerogene prima possibile e renderle inoffensive.

Durante il processo di dissociazione della cellula si manifestano nel corpo dei cambiamenti. I fattori ereditari e ambientali influiscono notevolmente sulla frequenza e sulla gravità di questi mutamenti genetici. Di norma il sistema immunitario riconosce molto in fretta le cellule alterate e le rende inoffensive. La superficie di alcune cellule cancerogene è ricoperta da molecole particolari che fungono da indicatore delle cellule immunitarie. Quando le difese si indeboliscono, però, non riconoscono più le loro funzioni e le cellule alterate possono evolvere in tumori carcinomatosi. Questo si palesa in modo particolare nei pazienti affetti da deficienza immunitaria. Chi è affetto da AIDS, per esempio, sviluppa più frequentemente particolari forme cancerogene rispetto agli altri. Anche coloro che hanno assunto per lunghi periodi farmaci che indeboliscono il sistema immunitario (per esempio dopo un trapianto) hanno maggiore probabilità di contrarre un tumore maligno. Per questo motivo molti insigni ricercatori sono dell’idea che la migliore soluzione per la profilassi del cancro sia costituita dal rafforzamento del sistema immunitario.

Il Ling-Zhi nella cura del cancro

Oltre all’azione meramente preventiva il Ling-Zhi ha ottenuto successi estremamente interessanti nella cura di affezioni tumorali già esistenti. Anche in questo caso i polisaccaridi hanno svolto un ruolo fondamentale. Nell’ambito della ricerca sono stati eseguiti moltissimi esperimenti sugli animali (soprattutto dall’Università di Mie), che hanno confermato l’effetto antitumorale del fungo. Il Centro dell’Associazione Nazionale di Studi sulle patologie cancerogene USA e il Reparto Medico delle Università Nazionali degli Stati Uniti d’America gli hanno attribuito potere curativo.

Per studiare più a fondo le forme tumorali già esistenti sono stati condotti test anche sugli esseri umani. Il governo giapponese ha riconosciuto ufficialmente il Ling-Zhi e i suoi estratti come medicamenti per la cura del cancro allo stomaco, molto frequente in questo Paese. Oltre a contrastare il vero e proprio carcinoma, il fungo curativo ritarda o addirittura inibisce la formazione di metastasi.

Il Ling-Zhi e la vitamina C, una combinazione dall’efficacia garantita

Se la patologia è grave è bene somministrare dosaggi maggiori di quelli previsti per la cura di disturbi semplici. Durante il giorno i pazienti assumono da tre fino a dieci grammi di fungo. Secondo alcuni studiosi è bene associare la vitamina C alla normale somministrazione poiché quest’ultima sembra facilitare l’assorbimento dei contenuti del fungo. Le ricerche sono state condotte per anni e i risultati sono sempre stati soddisfacenti. Non c’è, dunque, motivo di rinunciare al Ling-Zhi in presenza di affezioni tumorali: esistono, infatti, pochi altri rimedi da affiancare all’intervento chirurgico, a radiazioni e a chemioterapia, che siano così innocui, ma efficaci. Come abbiamo già visto, in Giappone e in Cina il fungo viene usato anche per alleviare gli effetti collaterali dei trattamenti occidentali.

Inoltre si è visto che, in presenza di alcune affezioni tumorali come il cancro al seno, alla prostata, all’utero e agli organi digestivi (stomaco, pancreas, intestino, ecc.), il fungo sembra essere molto efficace.

Il professore Lin Zhibin, uno dei guru del Collegio Medico dell’Università di medicina di Bejing (Cina) riferisce effetti curativi benefici anche in presenza di cancro ai polmoni. Molti malati di cancro hanno comunque confermato che assumendo il Ling-Zhi hanno riacquistato l’appetito, i dolori sono cessati e gli organi digestivi hanno ripreso a lavorare in modo regolare. Inoltre, molte delle persone esaminate dichiarano di riuscire a dormire ininterrottamente per tutta la notte.

In effetti come abbiamo già detto all’inizio del capitolo il Ling-Zhi sembra essere molto efficace soprattutto in via preventiva contro patologie tumorali. Stimolando il sistema immunitario si arrestano i processi anomali ancora prima che il male si manifesti o prima che si formino metastasi. Viene confermata nuovamente la saggezza degli intenditori di erbe cinesi che già da millenni attribuiscono la fungo poteri preventivi e di lunga vita.

Oggi la scienza moderna sfrutta il sapere storico a suo vantaggio: per esempio la ditta Teikoko Chemical Industry Co. Ltd ha fatto brevettare alcuni componenti del Ling-Zhi come farmaci antitumorali.

Un gruppo di investitori americani è rimasto così impressionato dai risultati che ha deciso di collaborare con alcune note ditte farmaceutiche cinesi per avere la possibilità, in futuro, di immettere sul mercato internazionale i contenuti del fungo: è ormai evidente che la farmaceutica moderna riconosce e prende sul serio le proprietà antitumorali e curative del Ling-Zhi.

Resoconti delle varie esperienze

Il dottor Morishige illustra alcuni casi singoli, che sono stati studiati e che sono così documentati:

“Una donna di cinquanta anni ha cominciato ad assumere Ling-Zhi ogni giorno, dopo essere stata sottoposta a intervento per un cancro al seno, che aveva già dato luogo a metastasi del polmone. Ha continuato questa cura per circa sei mesi. Da allora respira normalmente e non c’è più alcun segno apparente di neoplasia. Continua la somministrazione di Ling-Zhi solo ed esclusivamente per motivi precauzionali.

Un caso simile riguarda una donna operata di cancro al seno con formazione di metastasi al midollo osseo. Soffriva indicibilmente e riusciva a muovere solo la testa. Dopo due mesi di assunzione di Ling-Zhi i dolori sono cessati e da allora la paziente cammina normalmente. È stata dimessa dall’ospedale.

Un uomo affetto da cancro all’intestino crasso con formazione di metastasi al fegato è stato curato per sei mesi con il Ling-Zhi; il suo stato di salute è migliorato”.

Matsumoto ha riferito un altro caso altrettanto sensazionale: “Il giapponese Kazuo Yoshii (cinquantasette anni) di Kasugai venne ricoverato in ospedale a causa di disturbi al fegato. La visita rivelava che il paziente era affetto da cancro allo stomaco. Venne operato, ma durante l’intervento il chirurgo constatò la presenza di metastasi, anche se fegato e pancreas non erano ancora stati compromessi. I medici ritenevano che il tumore stesse avanzando troppo velocemente e così ricucirono il paziente. Per evitargli il dolore gli dissero che soffriva di dolori alla cistifellea.

Alla sua famiglia, invece, rivelarono la verità: Yoshii stava per morire e gli restava poco tempo da vivere. Ciò nonostante i suoi familiari non persero le speranze. Quando vennero a sapere che il Ling-Zhi aveva un’azione antitumorale, acquistarono il fungo e glielo somministrarono regolarmente. Dopo venti giorni la salute di Yoshii migliorò a tal punto che il medico curante ne rimase strabiliato. Il paziente non sapeva di avere il cancro. Non appena si accorse di stare meglio ricominciò a lavorare. I suoi parenti erano esterrefatti e convocarono un consiglio di famiglia. Dissero a Yoshii la verità e lo convinsero a concedersi un po’ di riposo e a smettere di lavorare.

Erano trascorsi cinque mesi dalla prima somministrazione di Ling-Zhi: il suo fisico era forte e Yoshii andava in clinica in bicicletta per sottoporsi ai controlli di prassi. Cinque anni più tardi la malattia era stata debellata completamente: Yoshii era in grado di lavorare normalmente e poteva considerarsi guarito”.

Il Ling-Zhi nelle affezioni cardiocircolatorie e in caso di ipertensione arteriosa

Quella di “malattia cardiocircolatoria” è una definizione cumulativa che riguarda i disturbi causati da una riduzione dell’afflusso di sangue al cuore o ad altri organi.

Nel mondo occidentale queste patologie costituiscono la principale causa di morte. In Germania una persona su due muore per affezioni cardiocircircolatorie e una su dieci per infarto. La maggior parte dei lettori conoscerà senz’altro persone decedute a causa di queste malattie o che comunque soffrono di gravi disturbi cardiaci.

Fattori di rischio

  • Alimentazione errata
  • Ipertensione arteriosa
  • Glicemia alta/diabete
  • Consumo smodato di alcol
  • Nicotina
  • Mancanza di attività fisica
  • Sovrappeso
  • Stress psichico

 

L’arteriosclerosi (arterie indurite e fragili) è una delle cause principali delle affezioni cardiache. I fattori possono essere diversi: generalmente hanno come conseguenza la formazione di grumi nei vasi che rallentano il flusso sanguigno e possono provocare infarto o colpi apoplettici.

In caso di infarto l’embolo chiude una vena arteriosclerotica all’altezza dei vasi coronarici atrofizzando parti del muscolo cardiaco. Le cure, a questo punto, sono più che altro rivolte alla localizzazione e alla circoscrizione del danno.

Un colpo apoplettico si verifica più o meno per le stesse ragioni. In questo caso la parte lesa è il cervello, organo nel quale possono presentarsi danni molto seri o addirittura letali.

Studi sui diversi quadri clinici

Il Ling-Zhi migliora la fluidità del sangue e previene queste patologie. Uno studio cinese ha riferito che il 94% dei pazienti che assumevano il fungo ha migliorato il proprio stato di salute.

Un’analisi particolarmente interessante circa l’azione terapeutica del Ling-Zhi sul cuore è stata condotta in Cina nei dintorni di Nanjing, in sette differenti ospedali. A tutti i pazienti con affezioni coronariche è stato somministrato Ling-Zhi: nella maggior parte dei casi esaminati i dolori sono cessati e i profili degli elettrocardiogramma sono migliorati. Nei singoli ospedali si sono registrati effetti positivi nel 66,7% fino al 93,3% dei casi e anche lo stato generale dei pazienti è migliorato.

Agli stessi risultati è giunto anche un altro studio cinese:

Percentuale di pazienti che hanno evidenziato un miglioramento dopo la somministrazione di Ling-Zhi

  • Disturbi del ritmo cardiaco: 60,0%
  • Polipnea: 72,5%
  • Angina pectoris: 84,4%
  • Ambascia: 90,4%
  • Mal di testa e capogiri: 86,7%
  • Mani e piedi freddi: 73,9%
  • Disturbi del sonno: 77,8%
  • Stanchezza e spossatezza: 77,8%

Un’altra indagine ha dato esiti incoraggianti: il 48% dei pazienti affetti da patologie cardiache ha riscontrato statisticamente un notevole miglioramento e l’86% un miglioramento generale.

Questi dati provenienti dai più diversi enti di ricerca dovrebbero convincere anche gli scettici più ostinati dell’efficacia del “fungo divino”. Secondo la medicina tradizionale cinese il Ling-Zhi rinforza il Qi e arricchisce il sangue con il Qi sano. Anche se il concetto di “Qi” non è documentabile sulla base dei criteri della scienza occidentale, i dati meramente psicologici presentati sono chiari.

Il Ling-Zhi riduce il colesterolo alto

Il Ling-Zhi aiuta anche a ridurre il colesterolo, una sostanza lipoidea indispensabile all’organismo umano in quanto necessaria alle pareti cellulari e come elemento compositivo di ormoni e acido biliare. Solo in una certa quantità, però! Se, infatti, il sangue contiene un eccesso di colesterolo, questo si deposita sulle pareti interne dei vasi sanguigni causando fenomeni di arteriosclerosi.

In alcuni studi clinici effettuati in Cina presso il Terzo Hospital del distretto di Hong Qiao di Tianjin, è stato somministrato quotidianamente un estratto di Ling-Zhi a un gruppo di pazienti che soffriva di colesterolo alto: i valori del colesterolo di più della metà degli esaminati sono ritornati alla norma, persino tra coloro la cui dieta era tutt’altro che equilibrata.

Nel corso del trattamento è aumentato persino il livello del cosiddetto colesterolo “buono” HDL (High Density Lipoproteins) e si è ridotto considerevolmente il colesterolo “cattivo” LDL (Low Density Lipoproteins), responsabile dello scarso flusso sanguigno e dell’arteriosclerosi.

Degno di menzione è il fatto che i miglioramenti più evidenti sono stati riscontrati tra i pazienti che, all’inizio della cura presentavano valori di colesterolo molto elevati. Questo dimostra come il Ling-Zhi possa essere di diritto definito “adattogeno”, poiché risponde in maniera diversificata ai bisogni individuali del singolo paziente.

Il Ling-Zhi riduce i trigliceridi alti

Il Ling-Zhi esplica un’azione analoga anche in presenza di trigliceridi alti nel sangue che spesso sono associati al colesterolo elevato (e accrescono pertanto i rischi di malattie cardiache). Il colesterolo è oggetto costante di discussione tra gli specialisti: alcuni studiosi affermano addirittura che un livello di colesterolo elevato sia del tutto innocuo. Tuttavia la stragrande maggioranza dei medici è concorde nell’affermare che un eccesso di colesterolo e di trigliceridi nasconda insidie gravi per la salute.

Il Ling-Zhi contro l’ipertensione arteriosa

L’ipertensione arteriosa è molto diffusa ed è un grosso fattore di rischio per affezioni cardiache gravi e colpi apoplettici. Il Ling-Zhi si è dimostrato molto efficace anche nella cura di queste patologie. In uno studio, a cinquantatre pazienti ipertesi è stato somministrato il Ling-Zhi; confrontato con un gruppo di controllo, i cui membri erano normotesi, già dopo dieci giorni quasi la metà dei pazienti dimostrava una riduzione dei valori massimi.

Un altro effetto rilevato in entrambi i gruppi è stato l’abbassamento del livello del colesterolo. Gli agenti del Ling-Zhi che normalizzano la pressione sanguigna sono i già citati triterpeni che, probabilmente, agiscono sulla circolazione inibendo un particolare enzima, l’Angiotensin Converting Enzym (ACE). Questa sostanza aiuta il corpo a sintetizzare l’ormone dell’angiotensina che ha effetto ipertensivo. È significativo che anche la medicina moderna occidentale abbia introdotto una nuova terapia contro l’ipertensione basata proprio sull’inibizione di questo enzima. Si conferma così come la Medicina tradizionale cinese già molti millenni fa avesse precorso ciò che la scienza moderna ha rielaborato faticosamente solo più tardi. Grazie al Ling-Zhi l’effetto citato si raggiunge in modo del tutto naturale e senza effetti collaterali, potenziato, per giunta, dalle proprietà benefiche del fungo.

Cura disintossicante del fegato a base di Ling-Zhi

Il fegato è la ghiandola più grande del corpo umano e nello stesso tempo l’organo centrale metabolico dell’organismo. Esso assolve a varie funzioni: immagazzina e produce gli idrati di carbonio, prende parte alla decomposizione degli elementi sciolti nel sangue e svolge un ruolo importante nel metabolismo dei grassi e delle proteine. Nella digestione il fegato trasforma l’emoglobina in pigmento biliare, producendo nel contempo gli acidi biliari: è impensabile, quindi, credere di poterne fare a meno anche nei processi digestivi. Non da ultimo, il fegato gioca un ruolo fondamentale nella disintossicazione dell’organismo.

Se questo organo non lavora correttamente, il corpo intero ne risente. L’insorgere di malattie diventa l’inevitabile conseguenza della sua intossicazione, anche perché il fegato è sottoposto a continui stress, anche di un certo rilievo:alcol, farmaci, metalli pesanti, inquinamento atmosferico e additivi presenti nei cibi richiedono a quest’organo oltre il dovuto.

In aggiunta a un’alimentazione sana e bilanciata, che preveda un consumo moderato di alcol, bisognerebbe permettere al fegato di disintossicarsi regolarmente, seguendo alcuni accorgimenti mirati. A tal proposito il Ling-Zhi è valido perché ha dimostrato di avere un potere epatoprotettore.

In Giappone le colture cellulari epatiche sono state sottoposte al trattamento con sostanze chimiche i cui principi attivi pregiudicano fortemente il fegato. Si è cercato di capire se esistano dei rimedi in grado di inibire la loro azione. Tra tutte le sostanze esaminate, solo il Ling-Zhi ha fornito risultati convincenti. Sembra, infatti, contenga due elementi dall’azione epatoprotettrice. Sono gli acidi R e S ganoderma.

Anche negli esseri umani è stato dimostrato che l’azione epatoprotettrice del fungo, di cui già gli antichi erbari cinesi parlavano, si basa su fatti concreti. In presenza di epatiti, i risultati sono stati positivi: dopo la regolare assunzione di estratti a base di Ling-Zhi, i valori epatici alti di molti pazienti si sono ridotti notevolmente fino a raggiungere trend regolari, in modo particolare nei valori GPT e GOT (glutammico piruvico transaminasi e glutammico ossalacetico transaminasi). Entrambi i valori indicano sostanze la cui presenza eccessiva nel sangue rivela indisposizioni epatiche gravi. Similmente, si riduce anche l concentrazione di trigliceridi nel tessuto epatico, sintomo di processi anomali.

L’assunzione quotidiana di Ling-Zhi contribuisce quindi a difendere l’organo metabolico più importante dagli innumerevoli influssi nocivi; non solo: riesce a godere di benefici anche chi è già affetto da patologie epatiche.

 

 Il Ling-Zhi cura l’asma e la bronchite cronica

Gli studi più recenti confermano che nei paesi industrializzati l’asma è una delle patologie più frequenti nei bambini. Ne è portatore il 5% della popolazione infantile, anche se la tendenza è purtroppo in ascesa. A causa dell’inquinamento atmosferico sono diffuse anche altre malattie delle vie respiratorie.

L’impiego di Ling-Zhi nelle affezioni bronchitiche e asmatiche è consueto nella Medicina cinese tradizionale. L’efficacia del fungo è stata confermata anche dagli studi più recenti. Secondo un’analisi condotta in Cina su un campione di oltre duemila pazienti il Ling-Zhi ha contribuito a un sostanziale miglioramento dello stato di salute del 60-90% dei pazienti affetti da bronchite cronica. Come in altri studi, anche in questo caso, è risultato che il fungo ha azione terapeutica soprattutto per coloro che ne necessitano in quantità concentrate, come le persone anziane. Il suo effetto dolce, regolante agisce in particolare in presenza di patologie caratterizzate da un numero elevato di immunoglobuline, in quanto il Ling-Zhi riduce la quantità di questi anticorpi. Viceversa, la quantità di immunoglobuline diventa maggiore nei casi in cui queste siano presenti in misura insufficiente e in cui i disturbi vengano causati proprio da questa carenza.

Durante i mesi autunnali e invernali, quando si manifestano più frequentemente le malattie da raffreddamento, si consiglia di assumere il Ling-Zhi almeno due-tre volte al giorno.

 

L’afrodisiaco degli imperatori

Molti di coloro che assumono regolarmente il Ling-Zhi ne confermano gli effetti afrodisiaci: si risveglia l’appetito sessuale sia negli uomini che nelle donne. Gli uomini constatano inoltre una migliore erezione.

In Cina il fungo curativo è sempre stato utilizzato  a scopo afrodisiaco. Non c’è altro paese al mondo che abbia una tradizione così ricca in fatto di afrodisiaci. Accanto a sostanze alquanto discutibili come le corna di rinoceronte, i rimedi vegetali del Celeste Impero promettono un rinvigorimento sessuale. Di questi fa parte anche il Ling-Zhi che, per la sua rarità, era riservato alle personalità d’alto rango: era infatti “l’afrodisiaco degli imperatori”.

Le proprietà afrodisiache del fungo possono essere potenziate mescolando in parti uguali Ling-Zhi e Ginseng. In questo modo si combinano due dei più importanti afrodisiaci cinesi in un unico composto di grande efficacia.

 

Il Ling-Zhi e il diabete

Anche il diabete fa parte dei quadri clinici riconducibili alle abitudini della vita moderna: una dieta particolarmente ricca di farine e zuccheri fa sì che il pancreas secerna insulina, responsabile della decomposizione dello zucchero nel sangue, in una quantità insufficiente.

Finora sono stati condotti solo pochi studi scientifici sull’essere umano che attestino l’efficacia del Ling-Zhi sul diabete. Negli esperimenti con gli animali realizzati dall’Asahi Chemical Industry Co. Ltd di Osaka, i dati relativi alla riduzione di zucchero nel sangue hanno dato esiti positivi.

Non è ancora chiaro se gli stessi riscontri si abbiano anche nell’uomo. Ci sono però moltissimi terapeuti cinesi che usano il Ling-Zhi come terapia di supporto in pazienti diabetici.

 

Reumatismi e affezioni delle ossa e delle articolazioni

Le proprietà antinfiammatorie del Ling-Zhi sono efficaci anche nel trattamento di artriti, reumatismi e altre affezioni articolari. Il dottor Morishige lo impiega pertanto anche per patologie legate a questa sfera. È stato dimostrato che i pazienti che producono un eccesso di immunoglobuline (come avviene nel caso di coloro  che soffrono di reumatismi) presentano una riduzione di queste sostanze nel sangue. Viceversa, aumenta la produzione di immunoglobuline in coloro che ne sono carenti.

Persino in caso di miastenia, un’affezione ereditaria particolarmente seria, si è riusciti a dimostrare che la somministrazione giornaliera di Ling-Zhi migliora lo stato di salute e, nel corso degli anni, debella completamente la malattia. Questo disturbo metabolico è caratterizzato da una facile esauribilità delle capacità contrattili della muscolatura che può portare alla morte per paralisi respiratoria. In questo studio è stato confermato che quasi tutti i pazienti, con l’aiuto del Ling-Zhi, hanno constatato un irrobustimento considerevole della muscolatura e della mobilità: prima alcuni degli esaminati non erano in grado neppure di alzare la testa e di masticare senza dolore. Dopo il trattamento sono ritornati a farlo. Lo studio è durato più di cinque anni e in questo lasso di tempo i miglioramenti si sono mantenuti.

 

Ulcera gastrica e duodenale e altre patologie del tratto gastrointestinale

Abbiamo detto all’inizio del libro che il Ling-Zhi ha potere terapeutico non solo in presenza di tumore maligno, ma anche di ulcera gastrica e duodenale. In questo caso sono chiamati in causa più fattori: da un lato l’infiammazione scompare più facilmente grazie alla stimolazione del sistema immunitario; dall’altro le proprietà antibatteriche del fungo rappresentano un ulteriore elemento nella lotta contro i tumori benigni. I dottori australiani Barry Marshall e Robin Warren hanno, infatti, dimostrato che le ulcere gastriche possono essere scatenate dal batterio Helicobacter pylori. Per questo motivo per debellarle vengono impiegati antibiotici molto concentrati.

In presenza di patologie tumorali le sostanze amare del Ling-Zhi provvedono a una migliore funzione digestiva.

 

Il Ling-Zhi riduce lo stress e favorisce il rilassamento

In Cina il Ling-Zhi è impiegato da secoli come tonico dolce in caso di nervosismo, insonnia, depressione e altri disturbi vegetativi, come integratore alimentare per la cura di malesseri analoghi e come componente di bevande. Non sviluppa vapori, ma esercita un effetto rilassante sull’equilibrio dell’intero organismo. Alcuni componenti del fungo, come l’adenosina, provvedono al rilassamento della muscolatura. Uno studio giapponese ha provato che l’assunzione del Ling-Zhi per un tempo prolungato apporta miglioramenti significativi nei pazienti affetti da stress e problemi psicologici. Anche le donne in menopausa confermano che, grazie al fungo, controllano meglio le variazioni fisiche e psicologiche collegate al climaterio.

Gli effetti distensivi del Ling-Zhi costituiscono un ulteriore fattore a vantaggio del suo impiego in caso di dolori cardiaci. Infatti, quando una persona è sottoposta a stress prolungato, si formano nei surreni i cosiddetti “ormoni dello stress”, i corticosteroidi che, alla lunga, provocano patologie cardiache e malattie autoimmunitarie. Non da ultimo, il Ling-Zhi, è consigliato come farmaco ai pazienti affetti da patologie tumorali e cardiache, fiaccati da nervosismo, insonnia e spasmi acuti.

 

Il Ling-Zhi stimola le forze spirituali

Le numerose leggende che vedono il Ling-Zhi protagonista lo descrivono come qualcosa di sacro e gli attribuiscono poteri spirituali. Per questo c’è ancora oggi chi lo usa come supporto di esercizi di meditazione. Un terapeuta riferisce: “Il Ling-Zhi è veramente sorprendente. In esso sono presenti ben equilibrati, lo Yin e lo Yang. Quest’armonia contribuisce a bilanciare i due aspetti nel corpo umano e a mantenerlo sano. Mi sembra ben chiaro che quest’equilibrio agisca sui processi psicologici. Da quando prendo regolarmente il Ling-Zhi le mie meditazioni sono diventate molto più intense e profonde. È un’esperienza molto rilassante ed efficace!”.

 

La ricerca continua…

La malattia è sempre indice di uno scompenso dell’organismo. Solo dove i processi fisici lavorano gomito a gomito e dove il corpo e lo spirito agiscono in armonia può esserci salute. È stato ormai ampiamente dimostrato quanto il Ling-Zhi contribuisca a stabilizzare il corso dei processi organici. Anche la funzione normalizzante sui processi psichici si deve alle sue proprietà calmanti e rilassanti. Esiste però un equilibrio tra il corpo e gli influssi che provengono dall’ambiente circostante? Già Paracelso aveva chiaramente affermato che l’uomo non può essere concepito come un essere slegato dall’ambiente che lo circonda. Un adattogeno che agisce a trecentosessanta gradi non dovrebbe rinforzare solo il sistema immunitario, ma anche sostenere il fisico e aiutarlo ad adattarsi alle condizioni ambientali avverse. Che il Ling-Zhi sia in grado di farlo è attestato da uno studio che conferma l’effetto preventivo del fungo sulla “malattia delle altitudini”.

Il corpo umano è soggetto a parecchi limiti quando si trova in altitudine. Quando l’aria è rarefatta il sangue non viene ossigenato a sufficienza e quindi insorge la tanto temuta malattia delle altitudini i cui sintomi sono mal di testa, insonnia, capogiri, vomito, disturbi respiratori, ecc. L’Istituto dell’Industria Farmaceutica di Hunan ha effettuato dei test approfonditi per verificare se il Ling-Zhi può contribuire a debellare la malattia delle altitudini. In un primo tempo è stato somministrato del Ling-Zhi ad alcuni operai cinesi che lavorano in regioni d’alta montagna. Il risultato è stato significativo: in diciassette delle diciannove persone il medicamento ha ridotto, se non addirittura eliminato, gli effetti causati dalla mancanza di ossigeno e anche i disturbi a essa collegati sono diventati meno frequenti.

Questo successo ha incoraggiato i ricercatori a ripetere gli esperimenti. Gli stessi operai, insieme ad altri, sono stati messi alla prova in un secondo tempo e “testati” in condizioni atmosferiche difficili e a varie altitudini. A temperature rigidissime dovevano salire da 3.700 metri fino a 4.750. Il risultato è stato assolutamente convincente, delle quasi duemila persone trattate, l’83% non ha più lamentato mal di testa e il 96% non ha avuto più né nausea, né vomito. Questi risultati dimostrano quindi che il Ling-Zhi agisce su largo spettro, come ci si può aspettare di norma da un adattogeno che aiuta l’uomo a mantenere l’armonia tra il corpo e lo spirito.

Siamo partiti dai terapeuti dell’antica Cina e la strada per arrivare ai laboratori dei nostri giorni è stata lunga. Manca però ancora molto, perché solo ora il Ling-Zhi ha iniziato a ottenere riconoscimento. Quando la scienza medica millenaria potrà essere più utile di adesso, le si dedicherà sicuramente un’attenzione maggiore.

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