Dottore Frank-Daniel Schulten: “Il Lingzhi nella Medicina Naturale Cinese”*

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Nei testi classici della medicina orientale si parla di 120 piante terapeutiche particolarmente efficaci. Di queste erbe curative, tra le quali si annovera anche il famoso Ginseng, esistono notizie anche nel più antico erbario della Cina, il “Shen Nung Pen T’sao Ching”.

“Alla categoria superiore appartengono centoventi tipologie di medicamenti il cui compito è quello di governare come re. Preservano la natura umana e sono simili al cielo. Non sono pericolose indipendentemente dalla durata e dalla quantità del dosaggio. Se vuoi stare bene o rinforzare il tuo fisico, se vuoi vivere a lungo senza invecchiare mai, usa questo medicamento”.

Anche l’erbario giapponese “Shinnoh Honsohkyo”, che riporta alla memoria un passato molto remoto, riferisce un’analoga classificazione. Elenca il nome di 365 erbe e i relativi effetti: 120 piante vengono definite di “categoria superiore”, 120 di “categoria media” e 125 “accettabili”. Le ultime due tipologie sono impiegate per guarire determinate malattie e come ricostituenti. Per il dosaggio è bene seguire la prescrizione medica onde evitare la comparsa di effetti collaterali indesiderati. Le “erbe di categoria superiore”, invece, possono essere assunte nella quantità desiderata e senza limiti: lo “Shinnoh Honsohkyo” le definisce “erbe degli dei” oppure “medicamenti degli stregoni”.

Al primissimo posto tra le “erbe degli dei”, ancora prima del Ginseng, c’è un fungo, considerato il più efficace tra tutte le droghe curative. Esso appartiene alla famiglia delle Polyporaceae, in cinese tradotto con Lingzhi, cioè “fungo divino dell’immortalità” o semplicemente “fungo miracoloso”.

Nella scrittura cinese il segno Ling è composto dai simboli “pioggia”, “uomo saggio” e “pregare”. Una possibile interpretazione dell’insieme potrebbe essere “potenza spirituale” o “estasi dell’anima”.

Zhi invece significa “pianta”, “cibo dell’imperatore” o “fungo che cresce sugli alberi”. Questo simbolo è usato anche per indicare le sostanze utilizzate nella produzione di elisir di lunga vita. Solo a partire dall’XI secolo il termine Ling venne associato a Zhi; la definizione “fungo dei saggi” o “fungo dell’immortalità” si afferma piano piano e anche la gente comune sa che gli eremiti taoisti venerano questa pianta. La prova ci è fornita anche da una antica frase di un antico erbario: Chi lo assume (il Lingzhi) per un tempo prolungato godrà di una salute eccezionale e della longevità di un dio”.

Il nome scientifico del fungo è Ganoderma lucidum. in Giappone è noto come Reishi. Talvolta viene definito anche “fungo fantasma” perché è talmente raro che solo pochi lo hanno visto. In Giappone cresce spontaneo su susini centenari ed è pertanto molto difficile trovarlo casualmente.

* Questo articolo è stato tratto dal libro “Reishi – il fungo dell’immortalità” del dottor Frank-Daniel Schulten.

Ganoderma 5

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Naturopata Guglielmo Carbone

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